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Come scegliere il portamenu WOSDE giusto per il proprio ristorante

Rigido, Soft, Semirigido o Flexy? Magneti, elastico o viti? La scelta del portamenu corretto parte dallo stile del locale, dal numero di pagine e soprattutto da quanto spesso cambia la tua proposta.

Il menu è uno degli oggetti che il cliente osserva più da vicino all’interno di un ristorante.

Lo prende in mano.

Lo apre.

Lo sfoglia.

Scopre attraverso quelle pagine cosa proponi e, molto spesso, decide quanto spendere.

Per questo scegliere un portamenu non significa semplicemente trovare un contenitore per alcuni fogli.

Significa scegliere come presentare la propria cucina.

Un menu ben progettato deve comunicare il livello del locale, essere coerente con l’ambiente e, soprattutto, rendere semplice la gestione quotidiana delle proposte.

Per scegliere quello giusto bastano alcune domande.

Prima domanda: che immagine vuoi dare al tuo ristorante?

La prima distinzione è estetica.

Vuoi un prodotto importante, strutturato, capace di comunicare immediatamente una percezione Luxury?

Oppure cerchi un menu più leggero, semplice da maneggiare e contemporaneo, senza rinunciare a una percezione premium?

Da qui nascono le principali famiglie WOSDE.

Menu rigido: quando vuoi un effetto Luxury

Il portamenu rigido è la soluzione più importante e strutturata.

Quando il cliente lo prende in mano percepisce immediatamente consistenza, costruzione e valore.

È particolarmente indicato per ristoranti gastronomici, hotel, fine dining e in generale per locali nei quali anche la carta deve contribuire alla sensazione di qualità dell’esperienza.

Se vuoi che il menu abbia una presenza importante sul tavolo, questa è la prima direzione da valutare.

Soft e Semirigido: premium, ma più easy

Non tutti i ristoranti hanno però bisogno di un menu molto strutturato.

Le soluzioni Soft e Semirigide mantengono l’attenzione alle finiture e alla personalizzazione WOSDE, ma restituiscono una sensazione più leggera e informale.

Sono ideali per chi cerca un equilibrio tra:

praticità, eleganza e facilità di utilizzo.

Un bistrot contemporaneo, un cocktail bar, un ristorante giovane o un locale con un servizio dinamico possono preferire proprio questa tipologia.

Flexy: ancora più essenziale

La soluzione Flexy porta questo concetto ancora oltre.

È una costruzione più semplice e flessibile che non prevede la cucitura del costolino.

Il risultato è un menu leggero, pulito e immediato, pensato per chi vuole mantenere un’immagine curata riducendo al minimo gli elementi strutturali.

Luxury, Soft, Semirigido o Flexy.

Questa è la prima scelta.

Ma subito dopo arriva quella realmente decisiva.

Seconda domanda: quante pagine deve avere il tuo menu?

Prima ancora di innamorarti di un sistema di apertura, conta le pagine.

Perché non tutti i sistemi sono adatti allo stesso numero di fogli.

Un menu essenziale composto da poche pagine ha esigenze completamente diverse rispetto a una carta dei vini, a un menu molto articolato o a una proposta con numerose sezioni.

WOSDE utilizza principalmente tre sistemi:

magneti, elastico e viti.

E ognuno ha un utilizzo ideale.

Menu a magneti: poche pagine e massima velocità

Se il tuo menu contiene poche pagine e cambia frequentemente, il sistema a magneti è probabilmente la soluzione più pratica.

Apri.

Sostituisci i fogli.

Richiudi.

Niente viti da rimuovere e nessuna operazione complessa.

È ideale per locali che cambiano spesso piatti, stagionalità, proposte o prezzi e vogliono poter aggiornare rapidamente la carta.

Ha però un limite naturale:

non è pensato per menu particolarmente corposi.

Se le pagine iniziano ad aumentare sensibilmente, è meglio valutare elastico o viti.

Menu con elastico: il punto di equilibrio

Se hai un numero medio di pagine e vuoi continuare a modificarle con una certa frequenza, il sistema con elastico rappresenta probabilmente il compromesso più versatile.

Permette di inserire e sostituire rapidamente i fogli mantenendo una struttura ordinata.

È particolarmente utile per ristoranti che cambiano periodicamente la carta ma non necessariamente ogni giorno.

In altre parole:

più capacità rispetto al magnete, ma ancora grande semplicità nella sostituzione delle pagine.

Menu a viti: quando le pagine diventano tante

Se la tua proposta supera indicativamente le 12 pagine, la scelta dovrebbe orientarsi verso il sistema a viti.

È la soluzione più indicata per menu corposi, carte dei vini, cocktail list particolarmente articolate o ristoranti con un’offerta molto ampia.

Le viti permettono di creare una struttura stabile e ordinata anche con un elevato numero di pagine.

Ma c’è una domanda ulteriore.

Quanto spesso devi modificarle?

Se hai molte pagine ma la carta rimane sostanzialmente invariata per lunghi periodi, il sistema a viti è estremamente semplice da gestire.

Se invece hai molte pagine e devi aggiornarle frequentemente, consigliamo di abbinarlo alle buste trasparenti.

In questo modo non è necessario smontare continuamente l’intero menu.

Apri la busta.

Sostituisci il foglio.

Hai finito.

La scelta inizia quindi da due domande

Il ragionamento può essere estremamente semplice.

Poche pagine + cambi frequenti → Magneti

Numero medio di pagine + cambi periodici → Elastico

Molte pagine → Viti

Molte pagine + cambi frequenti → Viti con buste

Non bisogna scegliere il sistema che sembra più bello sulla carta.

Bisogna scegliere quello che renderà più semplice il lavoro del ristorante per gli anni successivi.

Hai un menu del giorno? Non serve creare un secondo portamenu

Molti ristoranti hanno una carta principale e una proposta che cambia quotidianamente.

Menu del giorno.

Piatti fuori carta.

Specialità.

Degustazioni.

Proposte stagionali.

In questo caso possiamo predisporre direttamente sul portamenu angolari o bande dedicate, nelle quali inserire e rimuovere velocemente un foglio aggiuntivo.

Può essere fatto, ad esempio, sul retro della copertina.

Oppure nella parte interna destra, tecnicamente la terza di copertina.

In questo modo il menu principale rimane invariato mentre la proposta giornaliera può essere sostituita in pochi secondi.

Una soluzione semplice che evita di aggiungere fogli volanti o creare un secondo portamenu soltanto per poche proposte.

Hai soltanto una o due pagine? Progettiamolo di conseguenza

Non tutti hanno bisogno di un menu multipagina.

Se la tua proposta è molto concentrata puoi avere:

un monopagina,

oppure

un menu da due pagine.

Anche in questo caso non ha senso utilizzare una costruzione pensata per venti pagine.

Il portamenu deve essere proporzionato alla quantità di informazioni che realmente deve contenere.

Il principio WOSDE rimane sempre lo stesso:

è il prodotto ad adattarsi alla tua proposta, non la tua proposta ad adattarsi al portamenu.

E poi arriva tutto il resto

Solo dopo aver chiarito questi tre elementi:

stile del portamenu, numero di pagine e frequenza di aggiornamento

ha senso iniziare a progettare il resto.

Materiale.

Colore.

Formato.

Logo.

Personalizzazione.

Costruzione.

Dettagli.

Perché un bellissimo portamenu progettato con il sistema sbagliato diventerà presto scomodo.

Un portamenu progettato correttamente, invece, continuerà a funzionare ogni giorno quasi senza che il personale debba pensarci.

Il menu non contiene soltanto la tua proposta. La vende.

C’è infine un aspetto che non dovrebbe mai essere sottovalutato.

Un cliente non legge semplicemente un elenco di piatti.

Sta valutando una proposta.

La gerarchia delle informazioni, la qualità del supporto, la facilità con cui si sfogliano le pagine e la percezione generale del portamenu contribuiscono al valore attribuito a ciò che viene proposto.

Un piatto da 30 euro presentato all’interno di un supporto trascurato comunica qualcosa.

Lo stesso piatto presentato attraverso una carta coerente con il livello del locale comunica qualcos’altro.

Il menu è il biglietto da visita della cucina prima ancora che arrivi il primo piatto.

Per questo deve rappresentare correttamente il ristorante.

Ma deve anche aiutare il cliente a orientarsi, scegliere e scoprire le proposte che vuoi valorizzare.

Parti dalle domande giuste

Quando scegli il tuo portamenu WOSDE, quindi, non partire dal modello.

Parti da quattro domande:

Che livello estetico voglio comunicare?

Quante pagine devo inserire?

Quanto spesso cambierò quelle pagine?

Ho proposte giornaliere o contenuti che devono essere sostituiti rapidamente?

Una volta risposto, scegliere tra Rigido, Soft, Semirigido, Flexy, magneti, elastico e viti diventa molto più semplice.

Perché il portamenu perfetto non è quello con più caratteristiche.

È quello che racconta meglio il tuo ristorante e rende più semplice presentare, aggiornare e vendere la tua proposta ogni giorno

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