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A4, A5 o formato personalizzato: quale dimensione scegliere per il menu?

Numero di pagine, leggibilità, praticità sul tavolo, carta vini, cocktail, dessert: il formato giusto non è quello più grande o più piccolo, ma quello che rende più semplice leggere, scegliere e vivere la proposta del tuo ristorante.

Quando si sceglie un portamenu, il formato viene spesso deciso quasi automaticamente.

A4 perché “è quello classico”.

A5 perché “occupa meno spazio”.

Un formato stretto perché “sembra più moderno”.

In realtà la dimensione del menu dovrebbe essere scelta con molta più attenzione.

Perché influenza contemporaneamente:

  • leggibilità;
  • numero di informazioni che puoi inserire;
  • quantità di pagine necessarie;
  • praticità sul tavolo;
  • percezione del locale;
  • facilità con cui il cliente consulta la proposta.

Il principio è semplice:

il menu deve essere abbastanza grande da comunicare bene, ma non così grande da diventare ingombrante.

Prima domanda: quanto devi raccontare?

Il formato giusto dipende prima di tutto dalla quantità di contenuti.

Un ristorante con una carta molto essenziale può utilizzare tranquillamente un formato compatto.

Un locale con molte sezioni, descrizioni dettagliate, menu degustazione, allergeni e numerose proposte avrà invece bisogno di maggiore superficie oppure di più pagine.

Prima di scegliere A4 o A5, quindi, chiediti:

quante informazioni devono realmente entrare in ogni pagina?

Ridurre troppo il formato per avere un menu piccolo può obbligare a:

  • utilizzare caratteri troppo piccoli;
  • stringere eccessivamente gli spazi;
  • aumentare il numero delle pagine;
  • rendere la consultazione meno immediata.

E un menu difficile da leggere non è mai elegante.

A4: il grande classico

Il formato A4 è probabilmente la soluzione più universale.

Offre una superficie importante e permette di organizzare bene anche menu ricchi di informazioni.

È particolarmente indicato quando:

  • hai numerose proposte;
  • utilizzi descrizioni dei piatti;
  • vuoi mantenere una buona dimensione del carattere;
  • hai diverse sezioni;
  • vuoi inserire vini, bevande o informazioni aggiuntive;
  • cerchi un menu importante e facilmente leggibile.

L’A4 ha inoltre una presenza significativa quando viene consegnato al cliente.

Per questo si abbina molto bene anche alle versioni Luxury e rigide, nelle quali la struttura del portamenu diventa parte dell’esperienza.

Il vantaggio principale

Hai molto spazio per comunicare senza comprimere le informazioni.

Il possibile limite

Su tavoli particolarmente piccoli, un portamenu A4 può occupare una parte importante della superficie.

Non significa che non possa essere utilizzato.

Significa semplicemente che va valutato insieme alle reali dimensioni del tavolo e della mise en place.

A5: compatto ma completo

Il formato A5 è uno dei più versatili.

È più piccolo dell’A4, più semplice da maneggiare e occupa meno spazio sul tavolo, mantenendo comunque una superficie sufficiente per costruire una carta completa.

È particolarmente indicato per:

  • ristoranti con una proposta ben organizzata;
  • bistrot;
  • trattorie contemporanee;
  • menu degustazione;
  • dessert;
  • locali con tavoli compatti;
  • carte con un numero medio di referenze.

Il suo punto di forza è l’equilibrio.

È abbastanza piccolo da risultare pratico, ma abbastanza grande da mantenere una buona leggibilità.

Quando il contenuto aumenta, però, bisogna evitare di risolvere tutto diminuendo il corpo del testo.

Meglio aggiungere una pagina che costringere il cliente a leggere caratteri troppo piccoli.

A3: quando serve davvero tanto spazio

WOSDE può lavorare anche in formato A3.

È una soluzione importante, pensata per situazioni nelle quali si vuole avere una superficie particolarmente ampia.

Può essere interessante quando:

  • la grafica ha un ruolo molto forte;
  • si vuole presentare una proposta ampia in poche aperture;
  • il locale dispone di tavoli sufficientemente grandi;
  • si cerca un menu con una presenza scenica importante.

È però una scelta che deve essere valutata attentamente.

Un formato molto grande può essere bellissimo nel contesto corretto, ma diventare poco pratico se il cliente deve gestirlo su un tavolo già molto affollato.

Più grande non significa automaticamente più premium.

Premium significa soprattutto proporzionato al contesto.

Mezzo A4: il formato stretto e verticale

Il formato 1/2 A4 è una soluzione più compatta e slanciata.

È particolarmente apprezzato nel mondo:

  • cocktail;
  • drink list;
  • aperitivi;
  • piccole selezioni;
  • proposte dedicate.

La sua forma verticale gli conferisce un aspetto molto contemporaneo e permette di posizionarlo facilmente anche su tavoli o banconi con poco spazio.

È quindi perfetto quando la proposta è breve e immediata.

Cocktail list: formato stretto o menu classico?

Il mezzo A4 è sicuramente una soluzione molto interessante per cocktail e drink list.

Ma c’è un punto sul quale WOSDE consiglia di ragionare.

Quando la proposta diventa importante, con:

  • descrizioni;
  • ingredienti;
  • signature cocktail;
  • analcolici;
  • distillati;
  • vini al calice;
  • fotografie o elementi grafici;

il formato stretto può iniziare a diventare limitante.

Per questo, soprattutto nelle cocktail list più strutturate, consigliamo spesso di valutare anche il formato classico A5 o A4.

Permette di raccontare meglio la proposta e di evitare pagine troppo dense.

Il mezzo A4 è quindi eccellente quando vuoi:

rapidità, essenzialità e poco ingombro.

Il formato classico è preferibile quando vuoi:

raccontare e valorizzare maggiormente la proposta.

Carta dei vini: non farla diventare un elenco telefonico

La carta dei vini merita un discorso specifico.

È facile pensare che un formato molto stretto sia automaticamente più elegante.

Ma quando le referenze aumentano, il risultato può diventare esattamente l’opposto.

Molti vini significano:

  • denominazione;
  • produttore;
  • annata;
  • vitigno;
  • territorio;
  • prezzo;
  • eventuali informazioni aggiuntive.

Per questo, anche per la carta dei vini WOSDE tende a consigliare un formato menu classico, soprattutto quando la selezione è importante.

A4 o A5 permettono di creare una gerarchia visiva molto più ordinata e aiutano il cliente a orientarsi tra regioni, tipologie e denominazioni.

Se poi le pagine diventano numerose, il formato deve essere valutato insieme al sistema di rilegatura, ad esempio viti per le carte particolarmente corpose.

Dessert: spesso basta meno

La carta dessert è generalmente molto più breve del menu principale.

Per questo può essere interessante utilizzare:

  • A5;
  • 1/2 A4;
  • monopagina;
  • supporti inseriti direttamente all’interno del menu principale.

Il formato più compatto permette di presentare la proposta in modo immediato senza riconsegnare al cliente un menu molto voluminoso alla fine del pasto.

È un piccolo dettaglio, ma contribuisce alla fluidità del servizio.

Una pagina, due pagine o un menu completo?

Prima del formato c’è anche un’altra domanda:

quante facciate servono realmente?

Una proposta molto semplice può essere organizzata su:

una sola pagina.

Oppure su:

due pagine affiancate.

Non è sempre necessario costruire un portamenu multipagina.

Al contrario, quando la proposta è breve, una grande apertura chiara e immediata può risultare molto più efficace.

Il formato deve quindi essere scelto insieme alla struttura del contenuto.

Attenzione alla leggibilità

Questo è probabilmente uno dei consigli più importanti dell’intero articolo.

Non scegliere un formato piccolo per poi ridurre il carattere fino al limite della leggibilità.

Il cliente non deve fare fatica per capire cosa ordinare.

Questo vale ancora di più considerando che un ristorante viene frequentato da persone di tutte le età e che l’illuminazione della sala può essere molto differente durante pranzo e cena.

Un menu elegante deve essere anche comodo da leggere.

Spazi corretti.

Gerarchie chiare.

Testi sufficientemente grandi.

Descrizioni ben separate.

Il formato deve aiutare la grafica, non combatterla.

E lo spazio sul tavolo?

Un portamenu non viene consultato nel vuoto.

Viene aperto sopra un tavolo sul quale possono già esserci:

  • tovagliette;
  • piatti;
  • bicchieri;
  • pane;
  • lampade;
  • centrotavola;
  • condimenti;
  • altri elementi della mise en place.

Per questo il formato va valutato anche in funzione dello spazio disponibile.

Su un tavolo molto compatto, A5 o 1/2 A4 possono offrire una maggiore maneggevolezza.

Su un tavolo ampio, invece, un A4 importante può risultare perfettamente proporzionato.

La domanda corretta non è:

“Qual è il formato più bello?”

Ma:

“Quanto spazio ha realmente il mio cliente per consultarlo comodamente?”

Buste trasparenti: quali formati sono disponibili?

Per i menu con sistema a elastico, WOSDE dispone di buste trasparenti dedicate nei formati:

A4
A5
1/2 A4

Sono particolarmente utili quando le pagine devono essere sostituite frequentemente.

Permettono infatti di proteggere il foglio e aggiornare rapidamente il contenuto senza dover modificare la struttura del portamenu.

Il formato della busta deve quindi essere deciso già durante la progettazione del menu.

E se nessuno dei formati standard è quello giusto?

A4, A5, A3 e 1/2 A4 risolvono la maggior parte delle esigenze.

Ma non significa che ogni ristorante debba necessariamente adattarsi a questi formati.

Ci possono essere progetti nei quali:

  • il tavolo ha proporzioni particolari;
  • l’identità grafica richiede una misura differente;
  • il menu deve dialogare con un elemento specifico dell’arredamento;
  • si desidera creare un prodotto riconoscibile e fuori standard.

In questi casi WOSDE può valutare formati personalizzati, progettando il portamenu intorno alle reali esigenze del locale.

Ancora una volta il principio rimane lo stesso:

non deve essere il ristorante ad adattarsi al prodotto.

Quindi: A4, A5, A3 o mezzo A4?

Se vuoi una regola semplice:

A4
Per menu completi, leggibilità elevata, proposte articolate e carte importanti.

A5
Per il miglior equilibrio tra spazio, eleganza e praticità.

A3
Per progetti scenografici, tavoli ampi e necessità di grande superficie.

1/2 A4
Per drink list, cocktail, aperitivi e proposte compatte.

Per carte dei vini e cocktail list particolarmente complete, consigliamo comunque di non escludere il formato classico: avere più spazio spesso permette di presentare molto meglio la proposta.

Il formato giusto deve aiutarti a vendere

Alla fine il menu ha un compito preciso.

Deve permettere al cliente di capire cosa proponi e desiderare di ordinarlo.

Una carta troppo piccola può nascondere il valore della proposta.

Una troppo grande può diventare scomoda.

Una progettata correttamente, invece, crea ordine, gerarchia e valore percepito.

Per questo il formato non dovrebbe essere scelto per abitudine.

Prima conta i contenuti.
Poi guarda il tavolo.
Infine scegli la dimensione.

Perché il miglior portamenu non è quello che occupa più spazio.

È quello che dà alla tua proposta esattamente lo spazio che merita.

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