Logo, stampa, marcatura, colori, combinazioni, personalizzazioni interne ed esterne: ogni portamenu WOSDE può essere costruito come un abito su misura per il tuo ristorante.
Dopo aver scelto il modello giusto, il formato e il sistema più pratico per gestire le pagine, arriva la parte più creativa:
trasformare il portamenu in qualcosa che appartenga davvero al tuo locale.
Per WOSDE personalizzare un menu non significa prendere un prodotto standard e aggiungere un logo sulla copertina.
Significa poter scegliere e combinare:
- materiale esterno;
- materiale interno;
- colore esterno;
- colore interno;
- filo esterno;
- filo interno;
- formato;
- dimensioni;
- logo;
- tecnica di personalizzazione;
- finiture speciali;
- eventuali lavorazioni interne.
In altre parole:
prima costruiamo il menu che funziona per il tuo ristorante.
Poi costruiamo quello che lo rappresenta.
Un portamenu come un abito su misura
Il principio è lo stesso di un capo sartoriale.
Puoi scegliere il tessuto.
La fodera.
Il colore.
Le cuciture.
I dettagli.
E decidere quanto debbano essere discreti oppure protagonisti.
Con un portamenu WOSDE accade la stessa cosa.
L’esterno può avere un carattere importante e l’interno essere più sobrio.
Oppure puoi mantenere continuità utilizzando la stessa tonalità su entrambe le superfici.
Puoi creare contrasto.
Puoi coordinare il menu con le tovagliette.
Puoi riprendere i colori dell’arredamento o quelli del marchio.
Non esiste una combinazione obbligatoria.
Ogni elemento può essere scelto per costruire esattamente il risultato che hai in mente.
Esterno e interno possono essere completamente differenti
Uno degli aspetti più interessanti della progettazione WOSDE è proprio la possibilità di lavorare separatamente sulle diverse parti del menu.
La copertina esterna può, ad esempio, essere realizzata in una tonalità scura ed elegante.
L’interno può diventare più chiaro.
Oppure il contrario.
Si possono combinare texture differenti, utilizzando una superficie più materica all’esterno e una finitura più pulita all’interno.
Questo permette di creare portamenu che cambiano percezione nel momento stesso in cui vengono aperti.
Prima l’impatto della copertina.
Poi la sorpresa dell’interno.
Un dettaglio che può sembrare piccolo, ma che contribuisce enormemente alla sensazione di un prodotto realmente progettato.
Anche il filo fa parte del design
La cucitura non è semplicemente un elemento tecnico.
Può diventare parte integrante dell’estetica del portamenu.
Il filo può essere scelto:
tono su tono, per creare continuità e rendere la cucitura quasi invisibile;
oppure
a contrasto, per trasformarla in un dettaglio grafico.
E anche in questo caso interno ed esterno possono essere progettati separatamente.
Un portamenu scuro può avere una cucitura esterna discreta e una interna più caratterizzante.
Oppure il filo può richiamare il colore del logo, delle sedute, delle tovagliette o di un altro elemento distintivo del locale.
Sono proprio questi dettagli a creare la differenza tra un prodotto standard e un prodotto custom made.
La personalizzazione a caldo: il fascino dell’embossing
Una delle lavorazioni più caratteristiche del mondo WOSDE è la marcatura a caldo con effetto embossing.
Il logo viene impresso direttamente sulla superficie del materiale, creando un risultato materico, elegante e permanente.
È una personalizzazione particolarmente indicata quando si vuole ottenere un portamenu:
- raffinato;
- discreto;
- tattile;
- coerente con il mondo della pelle;
- privo di colori aggiuntivi.
La dimensione massima prevista per questa lavorazione è indicativamente di 10 × 10 cm.
Non serve necessariamente un logo enorme per comunicare il brand.
Al contrario, soprattutto su un prodotto premium, una marcatura ben proporzionata può risultare molto più elegante di una personalizzazione eccessivamente invasiva.
Trama e Pelle: quando il calore cambia il materiale
Le finiture TRAMA e PELLE della mazzetta dedicata al mondo Menu presentano una caratteristica particolarmente interessante.
Sono materiali termoviranti.
Questo significa che durante la marcatura a caldo la superficie reagisce alla temperatura, facendo assumere alla parte impressa una tonalità sensibilmente più scura rispetto al materiale originale.
Il risultato è un logo:
ben definito, profondo e immediatamente leggibile, senza aggiungere alcun colore esterno.
Indicativamente il segno può apparire anche diverse tonalità più scuro rispetto alla superficie circostante, creando un contrasto estremamente elegante.
È uno degli effetti più interessanti quando si vuole ottenere una personalizzazione che ricordi davvero le lavorazioni tradizionali del mondo pelle.
Premium e Basic: una marcatura più discreta
Sulle gamme PREMIUM e BASIC, utilizzate anche per le tovagliette WOSDE, l’effetto della marcatura assume invece un carattere differente.
Il logo rimane definito, ma il risultato è generalmente:
più discreto, meno invasivo e più minimale.
Una scelta perfetta per ristoranti che cercano un’identità elegante ma non vogliono che il marchio domini visivamente la copertina.
Il materiale rimane protagonista.
Il logo emerge soltanto quando il cliente osserva il portamenu da vicino.
Un lusso più sussurrato che dichiarato.
Oro e argento: quando la marcatura diventa protagonista
La personalizzazione a caldo può essere arricchita anche attraverso lamine metalliche.
In questo caso il logo non viene semplicemente impresso.
Può essere valorizzato, ad esempio, attraverso finiture:
oro brillante
oppure
argento brillante.
Il risultato cambia completamente.
La personalizzazione diventa più evidente e luminosa, particolarmente indicata per portamenu Luxury, hotel, fine dining e locali nei quali il dettaglio metallico è già presente nell’arredamento o nell’identità del brand.
Anche in questo caso la proporzione è fondamentale.
Un piccolo logo oro su una superficie importante può avere molta più forza di una grafica enorme.
Stampa a colori: quando non vuoi alcun limite creativo
Se la marcatura a caldo lavora soprattutto sulla materia, la stampa apre un mondo completamente differente.
Qui il logo può utilizzare i propri colori originali.
Ma non è necessario fermarsi al logo.
È possibile lavorare con:
- grafiche;
- pattern;
- immagini;
- illustrazioni;
- scritte;
- decorazioni;
- elementi fotografici;
- composizioni estese.
Il portamenu può quindi diventare una vera superficie grafica.
Un ristorante molto minimale potrà scegliere una personalizzazione quasi invisibile.
Un locale fortemente caratterizzato potrà invece trasformare la copertina in un elemento scenografico.
Il limite non deve essere la tecnica. Deve essere il progetto.
Trasparente lucido o satinato: giocare anche con ciò che quasi non si vede
La stampa permette inoltre di utilizzare finiture trasparenti per creare effetti molto più raffinati.
Un elemento può essere stampato con trasparente lucido, diventando visibile soprattutto quando la luce colpisce la superficie.
Oppure può essere utilizzato un trasparente satinato, più morbido e discreto.
Questo permette di creare personalizzazioni tono su tono nelle quali il contrasto non nasce dal colore, ma dalla differenza di riflessione della luce.
Immagina una copertina completamente nera.
Il logo può rimanere nero.
Ma emergere soltanto attraverso un diverso grado di lucentezza.
Da lontano sembra quasi non esserci.
Da vicino compare.
È il tipo di dettaglio che trasforma una personalizzazione in una finitura.
Anche l’interno può essere personalizzato
Perché limitarsi alla copertina?
Il menu viene aperto.
E proprio l’interno è una delle superfici che il cliente osserva più a lungo.
Si possono quindi prevedere personalizzazioni anche nelle parti interne:
logo;
elementi grafici;
frasi;
richiami al brand;
informazioni;
elementi decorativi;
porta menu del giorno;
angolari;
bande;
soluzioni dedicate a fogli aggiuntivi.
La seconda di copertina e la terza di copertina possono diventare parte integrante del progetto.
Un piccolo messaggio di benvenuto.
La storia del ristorante.
Una frase dello chef.
Un elemento grafico.
Oppure semplicemente una superficie pulita e perfettamente coordinata con il resto.
Anche scegliere di non stampare nulla è una scelta di design.
Anche la dimensione può essere personalizzata
Un menu personalizzato non deve necessariamente essere soltanto A4, A5 o 1/2 A4.
Se il progetto richiede una dimensione differente per accogliere una particolare impaginazione, un foglio fuori standard o una proposta specifica, possiamo progettare il prodotto di conseguenza.
La misura deve servire al contenuto.
Non il contrario.
Se la tua proposta funziona meglio su un formato particolare, ha molto più senso costruire il portamenu intorno a quella esigenza che costringere la grafica all’interno di una dimensione scelta per abitudine.
Coordinare menu e tovagliette
La possibilità di utilizzare le stesse gamme WOSDE apre inoltre una strada molto interessante:
progettare insieme portamenu e tovagliette.
Possono essere identici.
Ma non devono necessariamente esserlo.
Puoi utilizzare:
- stesso materiale e stesso colore;
- stessa gamma ma tonalità differenti;
- colori complementari;
- texture differenti della stessa famiglia;
- un menu più importante e una tovaglietta più discreta;
- un dettaglio Metal nel menu che richiami un elemento presente sulla tavola.
La cosa importante è che sembrino appartenere allo stesso progetto visivo.
Perché quando tutto parla la stessa lingua, il cliente lo percepisce immediatamente.
Il logo non deve essere semplicemente “messo sopra”
Questa è una delle differenze più importanti tra applicare un logo e progettare una personalizzazione.
Prima di scegliere la tecnica bisogna chiedersi:
Che ruolo deve avere il marchio?
Deve essere protagonista?
Allora possiamo lavorare con stampa a colori, dimensioni importanti o lamina metallica.
Deve essere elegante e discreto?
Embossing.
Deve comparire solo attraverso la luce?
Trasparente lucido o satinato.
Deve richiamare una lavorazione tradizionale della pelle?
Marcatura a caldo sulle finiture termoviranti.
La tecnica viene dopo l’effetto che vogliamo ottenere.
Il menu è il tuo biglietto da visita
Prima che arrivi il piatto, il cliente ha già visto il locale.
Si è seduto.
Ha guardato la tavola.
E poi ha preso in mano il menu.
Quel momento conta.
Il portamenu può comunicare immediatamente:
cura, qualità, ordine, stile e posizionamento.
Oppure può essere semplicemente un contenitore di fogli.
La differenza sta nel progetto.
Per questo, una volta scelta la struttura più funzionale, vale la pena dedicare attenzione a ogni dettaglio:
materiale esterno,
materiale interno,
colore esterno,
colore interno,
filo,
logo,
stampa,
marcatura,
lamina,
formato e finiture.
È qui che un portamenu smette di essere un accessorio.
E diventa parte del ristorante.
L’unico limite dovrebbe essere l’immaginazione
Puoi scegliere una copertina Vintage con interno Essenziale.
Una finitura Pelle con logo termovirato.
Un portamenu nero con embossing minimale.
Un logo oro su una superficie scura.
Una stampa a colori importante.
Una grafica quasi invisibile realizzata soltanto con trasparente lucido.
Puoi coordinare tutto con le tovagliette oppure creare volutamente un contrasto.
Puoi partire da un formato standard oppure costruire una soluzione particolare.
Perché con WOSDE la personalizzazione non significa chiederti:
“Quali opzioni posso scegliere?”
Significa partire da una domanda molto più interessante:
“Come vorrei che fosse il mio menu?”
Poi lavoriamo per costruirlo.
Come un abito su misura per il tuo ristorante.